6 min di lettura
Smart working: come definire core hours e reperibilità nel lavoro ibrido
Definisci core hours e reperibilità per il tuo smart working. Ottimizza il lavoro ibrido con il nostro approccio C2 storico.
L’evoluzione del lavoro agile in Italia ha segnato un punto di non ritorno: lo smart working non è più solo una questione di “dove” si lavora, ma di “quando” e “come” si gestisce il tempo. Oggi, la vera sfida per HR Manager e Team Leader consiste nel transitare da una semplice flessibilità spaziale a una gestione evoluta del tempo che protegga i dipendenti dal burnout. Secondo i dati più recenti dell’ Ricerche e dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il 65% dei lavoratori attribuisce oggi una priorità maggiore al controllo sul proprio tempo rispetto alla scelta del luogo fisico di lavoro 1. In questo contesto, definire correttamente le “core hours” emerge come la soluzione strategica per bilanciare l’autonomia individuale con la necessità di coordinamento, garantendo al contempo il diritto alla disconnessione.
Core hours e smart working: ridefinire la presenza nel lavoro ibrido
Nel nuovo paradigma del lavoro ibrido, la presenza non si misura più con il badge, ma con la disponibilità sincronizzata. Lo smart working, inteso come filosofia manageriale, si fonda sulla flessibilità e sull’autonomia in cambio del raggiungimento di risultati misurabili 1. Tuttavia, senza una struttura chiara, questa autonomia può trasformarsi in un isolamento operativo o, paradossalmente, in una reperibilità perenne che erode i confini tra vita privata e professionale. Definire core hours nel lavoro ibrido significa stabilire finestre temporali in cui la collaborazione avviene in tempo reale, lasciando il resto della giornata alla gestione autonoma e al lavoro profondo (deep work).
Cosa sono le core hours e come differiscono dall’orario standard
Le core hours sono fasce orarie predefinite (ad esempio, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:30 alle 16:30) durante le quali tutti i membri del team si impegnano a essere reperibili e disponibili per riunioni, feedback rapidi o sessioni collaborative. A differenza dell’orario standard di otto ore consecutive, le core hours riconoscono che la produttività reale non è lineare. Questo modello permette di distinguere nettamente tra la “presenza online” — spesso un mero segnale di disponibilità su piattaforme di messaggistica — e la produttività effettiva, incoraggiando un coordinamento asincrono nelle ore restanti.
La reperibilità nello smart working: limiti legali e diritto alla disconnessione
Gestire la reperibilità nello smart working richiede una profonda comprensione del quadro normativo italiano. La Legge 81/2017 è il pilastro che definisce il lavoro agile, ponendo l’accento sull’assenza di vincoli rigidi di orario o di luogo. Tuttavia, la libertà non deve tradursi in una disponibilità illimitata. L’Articolo 19 della suddetta legge prevede esplicitamente che l’accord individuale debba individuare le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro 2. La conformità HR non è solo un obbligo legale, ma una strategia di prevenzione del rischio psicosociale, supportata anche dalle Linee guida INAIL per la salute e sicurezza nel lavoro agile, che mirano a prevenire il tecnostress e il burnout 4.
Differenza tra smart working e telelavoro: l’impatto sugli orari
Un errore comune è sovrapporre lo smart working al telelavoro tradizionale. Dal punto di vista del Quadro normativo ufficiale sul lavoro agile in Italia, il telelavoro è una mera delocalizzazione della scrivania con vincoli di orario e postazione fissi 5. Lo smart working, invece, è per natura “senza precisi vincoli di orario”, strutturato per fasi, cicli e obiettivi. Questa distinzione legale è fondamentale: mentre nel telelavoro la reperibilità segue i ritmi dell’ufficio, nello smart working la reperibilità deve essere concordata e limitata a specifiche fasce, proprio per non snaturare l’autonomia che caratterizza questa modalità 2.
Confini della reperibilità: quando il dipendente può ‘staccare’
I confini della reperibilità nello smart working devono essere definiti con precisione per evitare che la cultura della “disponibilità costante” prenda il sopravvento. Il diritto alla disconnessione stabilisce che, al di fuori delle fasce concordate o delle core hours, il dipendente ha il diritto di non rispondere a email, messaggi o chiamate senza incorrere in sanzioni o pregiudizi per la carriera. Per rendere effettivo questo diritto, le aziende devono implementare misure organizzative come la sospensione dell’invio di notifiche push fuori orario o l’adozione di protocolli che scoraggino l’invio di comunicazioni urgenti durante i periodi di riposo.
Microshifting: la nuova frontiera della flessibilità nel 2026
Guardando al futuro prossimo, nel 2026 il dibattito si è spostato verso il fenomeno del microshifting. Come evidenziato da un’ Analisi del fenomeno microshifting e nuove frontiere del lavoro ibrido, la giornata lavorativa si frammenta in “scatti” brevi e intensi di lavoro concentrato, solitamente compresi tra i 45 e i 90 minuti, intervallati da pause dedicate alla vita personale 3. Questa flessibilità estrema, sebbene apprezzata dai lavoratori, rende ancora più cruciale la definizione di core hours stabili. Senza di esse, il microshifting rischia di polverizzare la sincronia del team, rendendo impossibile la gestione di progetti complessi che richiedono interazione immediata.
Guida pratica per HR: implementare policy e accordi individuali
Per stabilire core hours efficaci e gestire la reperibilità in modo bilanciato, gli HR Manager devono agire a livello di accordo individuale. Non basta una policy generale; ogni contratto deve riflettere le esigenze specifiche del ruolo e del team. Una policy di lavoro ibrido di successo dovrebbe integrare clausole chiare sulla disconnessione e promuovere attivamente l’uso di strumenti di comunicazione asincrona (come documenti condivisi e task manager) per ridurre la dipendenza dalla reperibilità istantanea.
Template per la definizione delle fasce di reperibilità
Un modello efficace di clausola per l’accordo individuale potrebbe strutturarsi come segue:
“Il lavoratore garantisce la propria reperibilità e partecipazione alle attività di coordinamento del team durante le ‘Core Hours’ identificate dalle ore 10:00 alle ore 12:00. Al di fuori di tale fascia, e fermo restando il raggiungimento degli obiettivi assegnati, il lavoratore esercita il diritto alla disconnessione, durante il quale non è tenuto alla ricezione o alla risposta di comunicazioni aziendali.”
Questo approccio protegge l’autonomia senza sacrificare l’operatività.
Monitoraggio dei risultati vs controllo della presenza
Il passaggio finale per ottimizzare la flessibilità nel lavoro ibrido è lo spostamento del focus dai log di connessione ai Key Performance Indicators (KPI). Le ricerche dell’Osservatorio del Politecnico di Milano dimostrano che solo il 33% delle grandi imprese italiane ha adottato un modello pienamente evoluto di gestione per obiettivi, ma sono proprio queste realtà a registrare i risultati superiori in termini di produttività e benessere organizzativo 1. Quando il management smette di monitorare “quando” il dipendente è online e inizia a valutare “cosa” produce, l’ansia da reperibilità svanisce, lasciando spazio a una cultura della fiducia e della responsabilità.
In conclusione, la definizione delle core hours e dei limiti di reperibilità non deve essere vista come un ritorno alla rigidità, ma come lo strumento che rende la libertà dello smart working realmente sostenibile. Progettare policy che rispettino il diritto alla disconnessione e integrino le nuove tendenze come il microshifting è l’unico modo per costruire un ambiente di lavoro resiliente e attrattivo nel 2026.
Scarica il nostro toolkit per HR sulla gestione del lavoro ibrido e inizia a progettare policy basate sui risultati, non sulla reperibilità.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo e non sostituiscono la consulenza legale o professionale in ambito HR.
Punti chiave
- Lo smart working moderno richiede la definizione di core hours per bilanciare flessibilità e coordinamento.
- Le core hours sono fasce temporali per la collaborazione, distinte dall’orario standard di lavoro.
- La reperibilità nello smart working deve rispettare il diritto alla disconnessione e i limiti legali.
- Il microshifting rappresenta una futura frontiera di flessibilità, accentuando la necessità di core hours.
- Le HR devono creare policy precise e monitorare i risultati, non solo la presenza online.
Fonti
- osservatori.netit › ricerche › osservatori attivi › smart working
- mayerbrown.comen › insights › publications › italy the right to disconnect qa
- fortuneita.commicroshifting lavoro ibrido nuova frontiera
- inail.itcs › all1 › attivita › prevenzione e sicurezza › temi di salute e sicurezza › smart working
- lavoro.gov.ittemi e priorita › rapporto di lavoro › focus on › smart working › pagine › default