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Reporting ESG e CSRD: Guida al D.Lgs 125/2024 e alla Selezione dei Profili
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Il panorama della rendicontazione aziendale sta vivendo una transizione epocale, passando da un approccio prevalentemente volontario a un regime di rendicontazione obbligatoria rigorosa. L’entrata in vigore della Direttiva UE 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD) 6 ha segnato l’inizio di questa nuova era, ma è il recepimento nazionale tramite il Decreto Legislativo 6 settembre 2024, n. 125 1 ad aver definito i contorni operativi per le imprese italiane. Oggi, il reporting ESG non può più essere considerato un semplice esercizio di marketing o comunicazione istituzionale; esso rappresenta un pilastro fondamentale della governance aziendale e uno strumento indispensabile per la gestione del rischio e la creazione di valore nel lungo periodo.
Il Nuovo Quadro Normativo: Dal Reporting Volontario al D.Lgs 125/2024
Il recepimento della CSRD in Italia attraverso il Testo ufficiale del D.Lgs 125/2024 sulla CSRD ha trasformato radicalmente gli obblighi informativi. Rispetto alla precedente Dichiarazione Non Finanziaria (DNF), il nuovo decreto impone una rendicontazione di sostenibilità molto più dettagliata e integrata nella relazione sulla gestione. L’obiettivo del legislatore è garantire che le informazioni sulla sostenibilità abbiano lo stesso rigore e la stessa affidabilità dei dati finanziari, rispondendo alle crescenti richieste di trasparenza da parte di investitori, istituti di credito e stakeholder.
Scadenze e Soggetti Obbligati: La Timeline 2025-2027
Il cronoprogramma delineato dal D.Lgs 125/2024 prevede un’estensione progressiva degli obblighi di reporting ESG:
- Dal 2025 (dati 2024): Grandi imprese di interesse pubblico (già soggette a DNF) con oltre 500 dipendenti.
- Dal 2026 (dati 2025): Tutte le altre grandi imprese che superano almeno due dei tre criteri dimensionali (250 dipendenti, 50 milioni di euro di fatturato, 25 milioni di euro di totale attivo).
- Dal 2027 (dati 2026): PMI quotate (escluse le microimprese), con possibilità di opt-out per ulteriori due anni.
Questa timeline impone alle aziende di strutturare tempestivamente i propri sistemi di raccolta dati per non incorrere in rischi di non conformità normativa.
Implementazione Operativa degli Standard ESRS
Per conformarsi alla normativa CSRD, le imprese devono adottare gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), sviluppati dall’EFRAG su mandato della Commissione Europea. In Italia, l’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) svolge un ruolo centrale come consulente tecnico del Governo per l’attuazione di tali standard e per la definizione di eventuali semplificazioni per le imprese 3. Gli standard ESRS richiedono una rendicontazione standardizzata che copre fattori ambientali, sociali e di governance, garantendo la comparabilità tra le diverse realtà aziendali a livello europeo. Per approfondire l’integrazione tra bilancio e sostenibilità, è possibile consultare gli Standard di sostenibilità dell’Organismo Italiano di Contabilità.
Il Processo di Doppia Materialità: Metodologia ESRS 2 IRO-1
Il cuore pulsante della nuova rendicontazione è l’analisi della doppia materialità, regolata dal processo ESRS 2 IRO-1. Questa metodologia richiede alle aziende di valutare la sostenibilità secondo due prospettive:
- Materialità dell’impatto (Inside-out): Gli impatti, positivi o negativi, che l’azienda genera sull’ambiente e sulle persone.
- Materialità finanziaria (Outside-in): Come i fattori ESG influenzano la situazione finanziaria, i risultati e il posizionamento dell’azienda (rischi e opportunità).
Le Linee guida EFRAG sulla doppia materialità (ESRS IG 1) rappresentano la risorsa tecnica definitiva per identificare gli Impact, Risks, and Opportunities (IRO) significativi 2.
Integrazione Tecnica: Software ESG e Sistemi ERP
Una delle principali difficoltà nell’implementazione della CSRD è la frammentazione dei dati. Per superare questa sfida, è essenziale l’integrazione tra i software di reporting ESG e i sistemi ERP aziendali. La rendicontazione moderna richiede dati misurabili, granulari e, soprattutto, auditabili. Senza una solida infrastruttura tecnologica, il processo di raccolta dei KPI ESG rischia di diventare inefficiente e prono a errori, compromettendo la possibilità di ottenere la necessaria assurance.
Governance e Mitigazione del Rischio: Il Legame con il Modello 231
Esiste una connessione strategica profonda tra la compliance ESG e la responsabilità amministrativa degli enti. Secondo le analisi della Fondazione Nazionale Commercialisti, l’integrazione dei fattori di sostenibilità all’interno del Modello 231 è fondamentale per mitigare i rischi di reato e migliorare la governance complessiva 5. Un reporting ESG accurato funge da presidio preventivo, dimostrando l’impegno dell’ente nel monitorare i rischi legati alla corruzione, alla sicurezza sul lavoro e alla tutela dell’ambiente. Per un approfondimento specialistico, si rimanda all’ Inquadramento normativo CSRD per professionisti (FNC).
Responsabilità degli Amministratori nella Rendicontazione
L’articolo 10 del D.Lgs 125/2024 sancisce esplicitamente la responsabilità degli amministratori per la redazione della rendicontazione di sostenibilità 1. Non si tratta più di una delega a uffici tecnici isolati; l’organo amministrativo deve assicurare la veridicità e la completezza dei dati ESG, garantendo che il processo di rendicontazione sia supportato da adeguate procedure di controllo interno. L’OIC ha ribadito che la governance deve essere parte attiva nella definizione della strategia di sostenibilità, poiché essa impatta direttamente sulla continuità aziendale e sulla valutazione del merito creditizio 3.
Selezione dei Profili e Competenze per la CSRD
La complessità della normativa richiede un mix di competenze multidisciplinari. Le aziende devono selezionare o formare profili specifici per gestire la transizione:
- Sustainability Manager: Per la definizione della strategia e il coordinamento dell’analisi di materialità.
- CFO e Team Finance: Per l’integrazione dei dati ESG nei flussi finanziari e la gestione degli standard ESRS.
- Esperti di Compliance Legale: Per garantire l’allineamento con il D.Lgs 125/2024 e il Modello 231.
La certificazione delle competenze secondo gli standard EFRAG sta diventando un requisito essenziale per garantire la qualità del processo di reporting.
L’importanza dell’Assurance Obbligatoria (Limited Assurance)
Una delle novità più rilevanti introdotte dall’art. 8 del D.Lgs 125/2024 è l’obbligo di sottoporre la rendicontazione di sostenibilità a una “limited assurance” (esame limitato) da parte di un revisore legale abilitato 1. Il Documento di Ricerca n. 262 di Assirevi fornisce le linee guida tecniche per i soggetti incaricati di svolgere tale esame, definendo le procedure per verificare la conformità del report agli standard ESRS e la correttezza del processo di doppia materialità 4. Questo passaggio è cruciale per conferire credibilità al report e proteggere l’azienda da accuse di greenwashing.
Conclusione
Il D.Lgs 125/2024 trasforma definitivamente il reporting ESG da un onere burocratico a un’opportunità di valore strategico. Le imprese che sapranno interpretare correttamente gli standard ESRS e integrare la sostenibilità nella propria governance non solo garantiranno la conformità legale, ma miglioreranno significativamente il proprio rating creditizio e la reputazione sul mercato globale. La sfida del 2025 e 2026 risiede nella capacità di trasformare i dati in decisioni strategiche, rendendo la trasparenza un vantaggio competitivo.
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Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale o professionale. Si raccomanda di consultare professionisti qualificati per l’adeguamento agli obblighi normativi specifici.
Punti chiave
- Il D.Lgs 125/2024 rende obbligatorio il reporting ESG, superando la volontarietà.
- La doppia materialità (impatto e finanziaria) guida la rendicontazione secondo gli standard ESRS.
- L’integrazione dati e le competenze specialistiche sono cruciali per la conformità CSRD.
- Gli amministratori hanno responsabilità diretta nella redazione e validità del report ESG.
- L’assurance limitata obbligatoria conferisce credibilità e previene il greenwashing.
Fonti
- gazzettaufficiale.iteli › id › 24G00143 › sg
- efrag.orgsites › default › files › sites › webpublishing › SiteAssets › IG 1 Materiality Assessment final
- revisori.itoic e report di sostenibilita semplificazione degli obblighi informativi richiesti alle aziende
- bakertilly.itinsights › documento di ricerca assirevi n 262 aspetti relativi alla relazione del soggetto incaricato dellesame limitato della rendicontazione di sostenibilità d lgs 125 2024
- fondazionenazionalecommercialisti.itnode