Trovarsi in una situazione in cui si sospetta un’assunzione eccessiva o accidentale di una sostanza può generare panico e confusione. Tuttavia, agire con lucidità nei primi minuti è fondamentale per garantire la sicurezza della persona coinvolta. Questa guida, aggiornata al 2025, trasforma l’incertezza in azioni concrete seguendo i protocolli ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del Ministero della Salute, fornendo istruzioni passo-passo su cosa fare dopo aver assunto sostanze in modo improprio.
- Protocollo d’azione immediato: i primi passi da compiere
- Riconoscere i segnali di allarme e quando chiamare il 112/118
- Cosa NON fare: sfatare i falsi miti pericolosi
- Contattare i Centri Antiveleni (CAV): come e quando
- Gestione dell’attesa: posizionamento e monitoraggio
- Conclusione
- Fonti e Risorse Autorevoli
Protocollo d’azione immediato: i primi passi da compiere
Quando ci si chiede cosa fare dopo aver assunto una dose eccessiva o una sostanza sconosciuta, la prima regola è la messa in sicurezza. Secondo le Linee guida di primo soccorso del Ministero della Salute, è necessario allontanare il soggetto dalla fonte del pericolo e assicurarsi che l’ambiente circostante sia sicuro per i soccorritori [3]. Gestire effetti assunzione in modo tempestivo significa raccogliere immediatamente dati cruciali: quale sostanza è stata assunta, in quale quantità e quanto tempo è trascorso. Questi consigli dopo assunzione sono vitali per i medici che interverranno.
Valutazione dello stato di coscienza
Prima di intraprendere qualsiasi manovra, è essenziale verificare se il soggetto è vigile. Il personale sanitario utilizza spesso il protocollo AVPU (Alert, Voice, Pain, Unresponsive) per determinare se la persona risponde alla chiamata o a stimoli fisici. Se i sintomi assunzione eccessiva includono una perdita di coscienza o una risposta rallentata, la situazione deve essere considerata un’emergenza medica immediata. Per approfondire le tecniche di valutazione, è possibile consultare il Manuale di primo soccorso della Croce Rossa Italiana [5].
Cosa tenere a portata di mano per i soccorritori
Per fornire un aiuto dopo assunzione efficace, non bisogna mai gettare via le prove. Il Centro Antiveleni di Niguarda raccomanda di conservare confezioni originali, blister vuoti, etichette di prodotti chimici o campioni della sostanza (inclusi eventuali resti di piante o funghi) [1]. Queste informazioni permettono ai tossicologi di identificare i principi attivi e somministrare, se disponibile, l’antidoto specifico.
Riconoscere i segnali di allarme e quando chiamare il 112/118
Non tutti gli effetti assunzione si manifestano immediatamente, ma alcuni segnali indicano rischi dopo assunzione che richiedono l’attivazione istantanea dei soccorsi professionali (112 o 118). L’Istituto Superiore di Sanità identifica come critici i sintomi assunzione eccessiva che colpiscono le funzioni vitali [2]. Se si riscontrano difficoltà respiratorie, pallore estremo, sudorazione fredda o perdita di coordinazione, non bisogna attendere l’evoluzione dei sintomi.
Segnali neurologici e respiratori critici
Gli effetti collaterali assunzione possono variare da lievi a severi. Segnali neurologici come convulsioni, tremori incontrollati, midriasi (pupille eccessivamente dilatate) o miosi (pupille a spillo) sono indicatori di una tossicità sistemica. Dal punto di vista respiratorio, un respiro troppo lento (bradipnea) o eccessivamente rumoroso indica un compromesso delle vie aeree che necessita di intervento ospedaliero urgente.
Cosa NON fare: sfatare i falsi miti pericolosi
In caso di emergenza, l’istinto di utilizzare rimedi dopo aver assunto sostanze basati sulla tradizione popolare può essere estremamente pericoloso. È fondamentale sapere cosa fare se ho assunto troppo, ma è altrettanto cruciale sapere cosa evitare assolutamente per non peggiorare il quadro clinico.
Perché non indurre mai il vomito
Uno degli errori più comuni è tentare di indurre il vomito. I protocolli del Centro Antiveleni di Milano chiariscono che questa pratica è controindicata, specialmente con sostanze corrosive (come candeggina o acidi) o schiumogene, poiché il passaggio della sostanza nell’esofago per una seconda volta può causare ustioni gravi o, peggio, l’aspirazione nei polmoni (polmonite ab ingestis) [1]. I rischi dopo assunzione aumentano drasticamente se si forza l’espulsione gastrica senza supervisione medica.
Il mito del latte e dei rimedi fai-da-te
Somministrare latte è un altro errore frequente. Contrariamente alla credenza popolare, il latte non è un antidoto universale; al contrario, i grassi in esso contenuti possono accelerare l’assorbimento di alcune sostanze liposolubili, peggiorando l’intossicazione [2]. Non utilizzare mai rimedi dopo aver assunto sostanze come acqua salata, aceto o succo di limone senza l’esplicita indicazione di un tossicologo.
Contattare i Centri Antiveleni (CAV): come e quando
Sapere cosa fare in caso di assunzione significa anche sapere chi chiamare per una consulenza specialistica. I Centri Antiveleni (CAV) sono attivi 24 ore su 24 e offrono supporto telefonico immediato sia ai cittadini che ai medici. È opportuno consultare l’Elenco ufficiale dei Centri Antiveleni in Italia per identificare il centro di riferimento più vicino o quello nazionale [4]. Fornire un aiuto dopo assunzione guidato da un esperto riduce drasticamente il rischio di complicazioni.
Quali informazioni fornire al tossicologo
Per ricevere consigli dopo assunzione precisi, durante la chiamata bisogna avere sottomano:
- Età e peso approssimativo della persona.
- Nome esatto del prodotto o farmaco (leggere l’etichetta).
- Quantità presunta assunta (es. numero di compresse, sorsi, grammi).
- Tempo trascorso dall’assunzione.
- Sintomi attualmente presenti.
Gestione dell’attesa: posizionamento e monitoraggio
Mentre si attendono i soccorsi o si seguono le istruzioni del CAV, è necessario gestire effetti assunzione monitorando costantemente il soggetto. Se la persona è incosciente ma respira, deve essere posta nella Posizione Laterale di Sicurezza (PLS). Questa manovra, descritta negli standard della Croce Rossa, impedisce l’ostruzione delle vie respiratorie in caso di vomito spontaneo [5]. Coprire il soggetto per evitare l’ipotermia e continuare a parlargli per monitorare il livello di reattività sono azioni semplici ma fondamentali su cosa fare dopo aver assunto sostanze in attesa del personale sanitario.
Conclusione
Affrontare un’assunzione accidentale o eccessiva richiede calma e il rispetto rigoroso dei protocolli medici. Ricorda di non agire d’impulso con rimedi casalinghi, di identificare con precisione la sostanza e di contattare immediatamente i soccorsi o i Centri Antiveleni. La rapidità e la correttezza delle prime azioni possono fare la differenza per la salute e la vita del soggetto.
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Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere di un medico o l’intervento dei soccorsi professionali. In caso di emergenza, chiama immediatamente il 112 o il 118.
Fonti e Risorse Autorevoli
- Centro Antiveleni di Milano – ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda. (N.D.). Cosa fare in caso di intossicazione – Istruzioni di Primo Soccorso.
- Epicentro – Istituto Superiore di Sanità (ISS). (N.D.). Avvelenamenti e intossicazioni: prevenzione e primo intervento.
- Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria. (N.D.). Primo Soccorso in caso di emergenza tossicologica acuta.
- EpiCentro – Istituto Superiore di Sanità (ISS). (N.D.). Elenco ufficiale dei Centri Antiveleni in Italia.
- Croce Rossa Italiana. (N.D.). Manovre di Primo Soccorso e monitoraggio del soggetto.



