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Seconda Scelta: Riconosci i Segnali e Trasforma il Dolore
Sentirsi la seconda scelta in amore? Riconosci i segnali con questa guida completa. Trasforma il dolore in autostima e costruisci relazioni più sane.
Sentirsi la seconda scelta in amore è un’esperienza profondamente dolorosa e confusa. È un sentimento che può erodere l’autostima, far dubitare del proprio valore e lasciare un senso di solitudine anche all’interno di una relazione. Se ti trovi a chiederti se sei davvero una priorità per il tuo partner, o se i segnali che percepisci sono reali, non sei solo. Molti vivono questa incertezza, ma pochi trovano una guida chiara e psicologicamente fondata per affrontarla.
Questo articolo è una guida completa e compassionevole, progettata per aiutarti a navigare in questa complessa dinamica relazionale. Esploreremo cosa significa essere la seconda scelta, come riconoscere i segnali inequivocabili, l’impatto profondo che questa situazione ha sulla tua autostima e, soprattutto, ti forniremo strategie pratiche per gestire le emozioni, comunicare efficacemente e intraprendere un percorso di guarigione e empowerment. Il nostro obiettivo è trasformare il dolore e la confusione in chiarezza, forza e la capacità di costruire relazioni future più sane e appaganti.
Preparati a un viaggio che ti porterà dalla confusione all’azione, dall’insicurezza alla riscoperta del tuo valore. È tempo di diventare la tua prima scelta.

Cosa Significa Essere la Seconda Scelta in Amore?
Il concetto di “seconda scelta” in amore si riferisce a una dinamica relazionale in cui un partner percepisce (o è oggettivamente) di non essere la priorità principale dell’altro. Non si tratta solo di mancate attenzioni occasionali, ma di un modello comportamentale e comunicativo che suggerisce una mancanza di investimento emotivo, tempo o impegno, lasciando l’individuo con la sensazione di essere un’opzione secondaria, un ripiego o qualcuno che viene considerato solo quando le altre opzioni non sono disponibili.
In psicologia, la “priorità” in una relazione e il “valore percepito” sono elementi fondamentali per la soddisfazione e la stabilità del legame. Quando una persona si sente una seconda scelta, il suo valore percepito diminuisce drasticamente, influenzando negativamente la sua autostima e il benessere emotivo 1. Questo si manifesta in un senso di insicurezza, ansia e la costante ricerca di convalida da parte del partner.
È cruciale distinguere questa dinamica da una “relazione secondaria consensuale”, tipica ad esempio del poliamore o delle relazioni aperte. In questi contesti, i partner stabiliscono apertamente e con reciproco accordo che ci possono essere più relazioni contemporaneamente, con ruoli e confini chiaramente definiti 2. Il nostro focus in questo articolo è sulla situazione non consensuale, in cui l’essere la seconda scelta è una dinamica non voluta e spesso dolorosa, che mina la fiducia e l’equilibrio della relazione. Se ti senti una priorità in amore, è perché il tuo partner ti dimostra costantemente attraverso azioni e parole che sei al centro del suo mondo, o comunque un elemento insostituibile e fondamentale. La mancanza di questa reciprocità è il cuore del problema.
Riconoscere i Segnali: Sei Veramente la Seconda Scelta?
L’incertezza è uno dei dolori più grandi quando si sospetta di essere la seconda scelta. Spesso si dubita delle proprie percezioni, ci si chiede se si stia esagerando o se si stia interpretando male i comportamenti del partner. Questa sezione ti aiuterà a identificare i segnali concreti, distinguendo tra percezione e realtà, per capire se sei veramente la seconda scelta o non una priorità.
Ecco una checklist di segnali, sviluppata con l’input di psicologi relazionali 5, che possono indicare una mancanza di priorità:
- Mancanza di disponibilità: Il partner è quasi sempre “occupato” quando lo cerchi, ma sembra avere tempo per altri impegni o persone.
- Piani dell’ultimo minuto: Ti contatta solo all’ultimo momento, come se fossi un’opzione di riserva.
- Mancanza di coinvolgimento: Non ti include nelle decisioni importanti della sua vita o non ti presenta ai suoi amici/familiari.
- Comunicazione scarsa o superficiale: Le conversazioni sono spesso brevi, incentrate su argomenti superficiali, e non c’è un vero scambio emotivo.
- Non ti senti ascoltato: I tuoi sentimenti o problemi vengono minimizzati o ignorati.
- Promesse non mantenute: Fa promesse che poi non mantiene, senza una spiegazione valida o un vero rimorso.
- Ti senti un segreto: La relazione non è trasparente o viene tenuta nascosta ad altri.
- Mancanza di supporto emotivo: Non c’è un sostegno genuino nei momenti di difficoltà.
- Ti senti costantemente insicuro: Dubiti del suo affetto e del tuo posto nella sua vita.

Segnali Comportamentali Inequivocabili
I comportamenti del partner sono spesso il modo più chiaro per capire se sei la seconda scelta. Se noti un pattern ricorrente di questi atteggiamenti, è un campanello d’allarme significativo:
- Cancellazione frequente di piani: Il tuo partner annulla o posticipa appuntamenti all’ultimo minuto, spesso per motivi vaghi o per stare con amici, famiglia, o dedicarsi ad altri interessi. Ad esempio, potresti aver pianificato una serata speciale, e all’improvviso ti dice che “deve” uscire con un amico che non vedeva da tempo, senza cercare un’alternativa per voi 5.
- Mancanza di coinvolgimento nelle decisioni importanti: Le decisioni significative, come un cambio di lavoro, un acquisto importante o un viaggio, vengono prese senza consultarti o senza considerare il tuo impatto. Non sei parte integrante del suo processo decisionale.
- Scarsa disponibilità e tempo di qualità limitato: Il tempo che ti dedica è frammentato, spesso interrotto da distrazioni (telefono, altri impegni) o non è “tempo di qualità” in cui ti senti pienamente presente e valorizzato. Potrebbe essere fisicamente presente ma emotivamente distante.
Segnali Comunicativi e di Ascolto
La comunicazione è la linfa vitale di ogni relazione. Quando questa è compromessa, i segnali di non essere una priorità diventano evidenti.
- Ascolto passivo e minimizzazione dei tuoi sentimenti: Quando parli dei tuoi problemi o delle tue preoccupazioni, il partner sembra distratto, cambia argomento o minimizza ciò che senti con frasi come “Non è niente di grave” o “Stai esagerando”. Questo comportamento mina la tua autostima e ti fa sentire incompreso 3.
- Riluttanza a discutere del futuro: Ogni tentativo di parlare di piani a lungo termine per la relazione, come convivenza, viaggi futuri o anche solo il prossimo weekend, viene evitato, rimandato o liquidato con risposte vaghe.
- Mancanza di trasparenza: Non condivide dettagli importanti della sua vita, delle sue giornate o delle sue interazioni con altre persone, lasciandoti con un senso di esclusione e sospetto.
Per coltivare relazioni sane e una comunicazione efficace, è fondamentale che entrambi i partner si sentano ascoltati e valorizzati. Consigli per coltivare relazioni sane e una comunicazione efficace possono offrire ulteriori spunti.
Distingue tra Percezione e Realtà: Quando è Solo una Fase?
È naturale che in una relazione ci siano alti e bassi, e che a volte uno dei due partner sia più assorbito da impegni esterni (lavoro, famiglia, problemi personali). La chiave è distinguere una fase temporanea di disattenzione da un pattern consolidato di deprioritizzazione.
Per aiutarti a valutare oggettivamente la tua situazione, poniti queste domande in un questionario di autovalutazione:
- I segnali sono costanti o occasionali? Se si manifestano solo in periodi di stress acuto per il partner e poi migliorano, potrebbe essere una fase. Se sono la norma, è un problema strutturale.
- Il partner è consapevole del tuo disagio? Hai provato a comunicare i tuoi sentimenti? Se sì, come ha reagito? Un partner che ti prioritizza cercherà attivamente di rimediare.
- C’è un bilanciamento generale? Anche se ci sono momenti difficili, senti che nel complesso la relazione ti nutre e ti fa sentire amato?
- La sua vita è in un momento particolarmente impegnativo? Se sì, ha cercato di rassicurarti o di compensare in altri modi?
Un modello coerente di deprioritizzazione, senza spiegazioni o tentativi di miglioramento, è un segnale più allarmante di una semplice fase passeggera.
L’Influenza del Gaslighting e della Manipolazione
Riconoscere di essere la seconda scelta può essere reso incredibilmente difficile da tattiche manipolative come il gaslighting. Il gaslighting è una forma di manipolazione psicologica in cui una persona fa sì che un’altra metta in questione la propria sanità mentale, i propri ricordi o le proprie percezioni 4.
Se il tuo partner:
- Nega eventi accaduti o conversazioni importanti (“Non è mai successo”, “Te lo sei immaginato”).
- Minimizza i tuoi sentimenti o le tue reazioni (“Sei troppo sensibile”, “Stai impazzendo”).
- Ti fa sentire in colpa per le sue azioni (“Se non fossi così esigente, non avrei bisogno di spazio”).
Questi sono “red flags” che indicano una relazione tossica e uno squilibrio di potere 4. La manipolazione emotiva può offuscare la tua percezione della realtà, rendendoti difficile fidarti del tuo intuito e riconoscere che non sei una priorità. In questi casi, la ricerca di un supporto esterno è fondamentale.
L’Impatto Profondo: Come Sentirsi la Seconda Scelta Distrugge l’Autostima
Sentirsi la seconda scelta non è solo un disagio temporaneo; è un’esperienza che può avere ripercussioni profonde e durature sulla psiche, erodendo l’autostima e la salute mentale. Come sottolinea il Dott. Enrico Gamba, psicologo a Milano, “Le relazioni tossiche rappresentano un vero e proprio veleno per l’autostima. Queste dinamiche relazionali disfunzionali, caratterizzate da manipolazione, critica costante, svalutazione e mancanza di rispetto, possono erodere progressivamente la nostra fiducia in noi stessi, lasciandoci svuotati, insicuri e dipendenti dall’approvazione altrui” 6.
Questa sensazione di non essere abbastanza, di non meritare amore incondizionato, è al centro del dolore. La Dott.ssa Enza Cannavale, psicologa e psicoterapeuta dell’Istituto Mente Corpo, descrive come nella dipendenza affettiva, spesso correlata al sentirsi la seconda scelta, “la persona perde il contatto con sé stessa divenendo vittima della compulsione amorosa; si sente inadeguata e non degna di essere amata; vive nel costante terrore di essere abbandonata dal partner; è tendenzialmente disponibile ed accudente, pronta a sacrificarsi e si illude, così facendo, di rendere la relazione stabile e duratura” 7. Questo ciclo vizioso alimenta la bassa autostima e la sensazione di essere intrappolati in una relazione squilibrata.
La Dott.ssa Mara Fantinati, anch’essa psicologa e psicoterapeuta dell’Istituto Mente Corpo, evidenzia come “una esperienza psicologica di critica ripetuta, svalutazione di chi sei e/o cosa fai” lasci “impronte della violenza subita”, che non possono essere risolte semplicemente con “tanto impegno e sacrificio” 8. Questo convalida il dolore di chi si sente costantemente svalutato e conferma che la bassa autostima non è una colpa personale, ma una conseguenza di dinamiche relazionali dannose.
Per un approfondimento accademico sull’autostima e le sue dinamiche, puoi consultare questa Ricerca universitaria sull’autostima e le dinamiche relazionali. Inoltre, il legame tra autostima e valore personale nelle relazioni è esplorato in questo L’autostima e il valore personale nelle relazioni: uno studio accademico.

Le Radici Psicologiche: Attaccamento e Valore Personale
La tendenza a trovarsi in relazioni in cui ci si sente la seconda scelta può avere radici profonde negli stili di attaccamento sviluppati durante l’infanzia. Un attaccamento insicuro (ansioso o evitante) può influenzare il modo in cui percepiamo il nostro valore e quello degli altri nelle relazioni adulte 1. Chi ha un attaccamento ansioso, ad esempio, potrebbe cercare costantemente l’approvazione del partner, interpretando la sua distanza come un rifiuto e accettando un ruolo secondario pur di mantenere il legame. Chi ha un attaccamento evitante, d’altra parte, potrebbe inconsciamente scegliere partner emotivamente distanti, replicando schemi familiari e rafforzando la convinzione di non meritare un amore prioritario.
Il senso di valore personale, o autostima, è intrinsecamente legato a queste dinamiche. Se la nostra autostima è già fragile, siamo più propensi ad accettare un trattamento che non ci prioritizza, poiché crediamo, a un livello profondo, di non meritare di più.
Il Ciclo di Pensieri Negativi e le Conseguenze sulla Salute Mentale
Il sentirsi la seconda scelta innesca un ciclo vizioso di pensieri negativi e distorsioni cognitive. Si inizia a rimuginare sul “cosa c’è di sbagliato in me”, a confrontarsi costantemente con gli altri, a interpretare ogni azione del partner come una conferma della propria inferiorità. Questo può portare a:
- Ansia relazionale: Una preoccupazione costante per lo stato della relazione, la paura dell’abbandono e la tendenza a monitorare ossessivamente il comportamento del partner.
- Depressione: Un senso di tristezza profonda, perdita di interesse per attività un tempo piacevoli, isolamento sociale e sentimenti di disperazione.
- Isolamento: Si tende a ritirarsi dagli amici e dalla famiglia per dedicare tutta l’energia alla relazione squilibrata, o per vergogna della situazione.
- Problemi fisici: Lo stress cronico può manifestarsi con mal di testa, problemi digestivi, insonnia e indebolimento del sistema immunitario.
Ricerche scientifiche sull’autostima, l’attaccamento e il trauma relazionale dimostrano come queste esperienze possano avere un impatto significativo sulla salute mentale a lungo termine 9. È fondamentale riconoscere questi segnali per interrompere il ciclo e iniziare un percorso di guarigione.
Dalla Confusione all’Azione: Strategie Pratiche per Gestire la Situazione
Una volta riconosciuti i segnali e compreso l’impatto emotivo, è il momento di agire. Questa sezione ti fornirà un piano d’azione strutturato e attuabile per affrontare la situazione, gestire le tue emozioni e stabilire confini sani. Come suggerisce il Dr. Gennaro Fiore di Guidapsicologi.it, un primo passo fondamentale è “chiedere direttamente al partner per ottenere chiarezza” 10. La Dr.ssa Amanda D’Ambra, sempre su Guidapsicologi.it, enfatizza l’importanza di “diventare la propria priorità e di investire sul proprio benessere” 11.
Ecco un piano d’azione passo-passo con esercizi di auto-riflessione:
- Auto-riflessione: Prima di affrontare il partner, prenditi del tempo per capire cosa senti, quali sono i tuoi bisogni e quali sono i limiti che non sei più disposto a tollerare. Scrivi un diario per esplorare le tue emozioni.
- Comunicazione assertiva: Prepara ciò che vuoi dire. Sii chiaro, specifico e concentrati sui tuoi sentimenti (“Mi sento trascurato quando…”, “Ho bisogno di sentirmi più coinvolto in…”).
- Definizione dei confini: Decidi quali sono i tuoi confini non negoziabili e sii pronto a farli rispettare.
- Valutazione della risposta: Osserva attentamente come reagisce il partner. C’è un’apertura al dialogo e un desiderio di cambiamento, o difensiva e minimizzazione?
- Decisione: In base alla sua risposta e ai tuoi bisogni, decidi i passi successivi: lavorare sulla relazione, prendere una pausa o considerare di lasciarla.
Per una guida pratica su come stabilire confini sani, puoi consultare Come stabilire confini sani nelle relazioni.
Affrontare il Partner: Comunicazione Assertiva e Domande Chiare
Comunicare i tuoi bisogni e le tue preoccupazioni è un passo cruciale, ma deve essere fatto in modo efficace. L’obiettivo non è accusare, ma esprimere il tuo disagio e cercare chiarezza.
Tecniche di comunicazione assertiva:
- Usa frasi in “io”: Invece di “Tu non mi dai mai priorità”, prova “Io mi sento una seconda scelta quando i nostri piani vengono cancellati all’ultimo minuto”.
- Sii specifico: Invece di “Non mi ascolti mai”, dì “Quando ho cercato di parlarti del mio problema al lavoro l’altra sera, mi è sembrato che tu fossi distratto e non mi stessi ascoltando”.
- Esprimi i tuoi bisogni: “Ho bisogno di sentirmi più coinvolto nelle tue decisioni” o “Vorrei che dedicassimo del tempo di qualità senza distrazioni”.
Domande chiare da porre al partner:
- “Come vedi la nostra relazione in questo momento? Qual è il mio posto nella tua vita?”
- “Mi sento spesso una seconda scelta. Puoi aiutarmi a capire se questa è la tua intenzione o se c’è qualcosa che non sto cogliendo?”
- “Cosa significa per te ‘priorità’ in una relazione? E come credi che la stiamo vivendo noi?”
- “Cosa possiamo fare insieme per farmi sentire più valorizzato e una priorità?”
Questi esempi di dialoghi possono aiutare a chiarire la situazione con il partner, aprendo un canale di comunicazione onesto e diretto.
Stabilire Confini Sani e Proteggere il Tuo Benessere
Stabilire confini è essenziale per proteggere la tua autostima e il tuo benessere emotivo. I confini sono le linee guida che stabilisci per te stesso su ciò che è accettabile e ciò che non lo è in una relazione.
Come stabilire confini:
- Identifica i tuoi limiti: Cosa ti fa sentire a disagio, non rispettato o non prioritario?
- Comunicarli chiaramente: “Non sono disponibile per piani dell’ultimo minuto. Se vuoi vedermi, dobbiamo organizzarci in anticipo.”
- Mantenerli: Questo è il passo più difficile. Se il confine viene violato, devi agire di conseguenza (ad esempio, non rispondere a una chiamata dell’ultimo minuto o rifiutare l’invito).
La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) offre strumenti efficaci per rafforzare l’autostima e imparare a stabilire e mantenere confini sani, aiutandoti a riconoscere il tuo valore e a non accettare meno di ciò che meriti 12.
Gestire le Emozioni Negative: Rabbia, Tristezza e Delusione
Sentirsi la seconda scelta può scatenare un’ondata di emozioni intense: rabbia, tristezza, delusione, frustrazione e persino vergogna. È fondamentale imparare a gestire queste emozioni in modo costruttivo anziché reprimerle o lasciarsi sopraffare.
Tecniche di gestione delle emozioni:
- Mindfulness e meditazione guidata: Pratiche come la mindfulness possono aiutarti a rimanere ancorato al presente, osservare le tue emozioni senza giudizio e ridurre l’intensità del dolore. Esistono molte app e risorse online per esercizi di mindfulness o meditazione guidata 12.
- Journaling: Scrivere un diario è un potente strumento per elaborare i tuoi sentimenti. Metti su carta tutto ciò che provi, senza censura. Questo ti aiuta a identificare schemi di pensiero, a sfogare la rabbia o la tristezza e a guadagnare chiarezza.
- Attività fisica: L’esercizio fisico è un ottimo modo per rilasciare lo stress e le tensioni emotive.
- Parla con persone fidate: Condividi i tuoi sentimenti con amici o familiari che ti supportano e ti ascoltano senza giudizio.
Ricorda, provare queste emozioni è normale. L’importante è non lasciarsi definire da esse e trovare modi sani per elaborarle.
Il Percorso di Guarigione: Superare e Rinascere con Autostima
Superare il trauma di sentirsi la seconda scelta è un percorso, non un evento. È un’opportunità per una profonda crescita personale, per ricostruire l’autostima e per imparare a costruire relazioni future più sane e appaganti. Come afferma Antonella Di Gillo, psicoterapeuta, “superare il trauma di essere la seconda scelta” è un percorso di guarigione interiore e riscoperta del proprio valore 13. Non è la fine, ma l’inizio di una rinascita.
Sara Colognesi, psicologa psicoterapeuta, offre strategie per superare il dolore del rifiuto 14, concetti applicabili anche al sentirsi la seconda scelta. E Chiara Venturi, psicoterapeuta, ci ricorda che la fine di una storia può essere l’inizio di una rinascita 15.
Per intraprendere questo percorso, considera di tenere un “diario di guarigione” o di dedicarti a esercizi di journaling. Questo ti aiuterà a monitorare i tuoi progressi, a celebrare le piccole vittorie e a riflettere sul tuo viaggio verso l’empowerment.

Ricostruire l’Autostima: Diventa la Tua Prima Scelta
Il cuore della guarigione è ricostruire la tua autostima. Questo significa imparare ad amarti, a rispettarti e a darti la priorità che meriti.
- Pratica l’amore per sé stessi (self-love): Trattati con la stessa gentilezza e compassione che useresti con un caro amico. Dedica tempo alle tue passioni, prenditi cura del tuo corpo e della tua mente.
- Identifica e celebra i tuoi punti di forza: Fai un elenco delle tue qualità, dei tuoi successi e delle cose che ami di te stesso.
- Stabilisci nuovi standard: Decidi quali sono i tuoi non negoziabili in una relazione e non accettare meno. Come suggerisce la Dr.ssa Amanda D’Ambra, diventa la tua priorità e investi sul tuo benessere 11.
- Affermazioni positive: Ripeti a te stesso affermazioni come “Sono degno di amore e rispetto”, “Sono abbastanza”, “Merito una relazione in cui sono una priorità”.
Prevenire Schemi Futuri: Imparare dalle Esperienze Passate
Per evitare di ricadere in schemi relazionali simili, è fondamentale imparare dalle esperienze passate e sviluppare una maggiore consapevolezza.
- Rifletti sui pattern: Analizza le tue relazioni passate. Ci sono stati segnali precoci che hai ignorato? Quali sono i tuoi “punti deboli” che ti rendono vulnerabile a queste dinamiche?
- Sviluppa la consapevolezza di sé: Conosci i tuoi bisogni, i tuoi valori e i tuoi confini. Più sei consapevole di te stesso, più sarà facile riconoscere quando una relazione non è allineata con ciò che desideri.
- Fidati del tuo intuito: Se qualcosa non ti sembra giusto, probabilmente non lo è. Imparna ad ascoltare quella voce interiore.
- Cerca relazioni equilibrate: Cerca partner che dimostrino reciprocità, rispetto e un desiderio genuino di costruire un legame paritario.
Ricerche sulla resilienza psicologica e il post-traumatic growth dimostrano che le esperienze difficili, se elaborate correttamente, possono portare a una crescita significativa e a una maggiore forza interiore 16.
Il Ruolo del Supporto Esterno: Amici, Famiglia e Professionisti
Non devi affrontare questo percorso da solo. Il supporto esterno è fondamentale per la guarigione e la crescita.
- Amici e famiglia: Appoggiati alla tua rete di supporto. Parla con persone fidate che ti vogliono bene e ti offrono un ascolto empatico.
- Professionisti della salute mentale: Se il dolore è profondo, l’autostima è gravemente compromessa o fai fatica a uscire da schemi relazionali tossici, un terapeuta, uno psicologo o un coach relazionale può offrirti strumenti e strategie personalizzate. Possono aiutarti a elaborare il trauma, a ricostruire l’autostima e a sviluppare abilità per relazioni più sane.
- Come scegliere un terapeuta: Cerca professionisti qualificati, con esperienza in dinamiche relazionali, trauma o autostima. Non esitare a fare un colloquio conoscitivo per assicurarti che ci sia una buona intesa.
Ricorda, chiedere aiuto è un segno di forza, non di debolezza.
Conclusione
Sentirsi la seconda scelta in amore è un’esperienza che può lasciare cicatrici profonde, ma non deve definire il tuo futuro. Abbiamo esplorato i segnali inequivocabili di una relazione squilibrata, l’impatto devastante sulla tua autostima e, soprattutto, abbiamo delineato un percorso chiaro per passare dalla confusione all’azione.
Riconoscere i segnali, affrontare il partner con comunicazione assertiva, stabilire confini sani e gestire le tue emozioni sono passi fondamentali. Ma il vero empowerment risiede nella ricostruzione della tua autostima, nel diventare la tua prima scelta e nell’imparare a prevenire schemi relazionali futuri. Questo non è solo un articolo; è un invito a intraprendere un viaggio di guarigione e trasformazione.
Meriti un amore che ti metta al centro, che ti valorizzi e ti rispetti. Non accontentarti di meno. Inizia oggi il tuo viaggio verso l’autostima e relazioni appaganti: scarica la nostra “Checklist di Autovalutazione” e scopri i prossimi passi per te!
Disclaimer: Questo articolo fornisce informazioni e consigli generali. Non sostituisce in alcun modo la consulenza, la diagnosi o il trattamento forniti da un professionista qualificato in psicologia o terapia di coppia. In caso di disagio significativo o relazioni complesse, si raccomanda vivamente di consultare uno specialista.
References
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- Esperti di Poliamoria e Relazioni Non-Monogame Consensuali. (N.D.). Definizioni, linee guida e gestione delle relazioni secondarie consensuali.
- Riviste Scientifiche di Psicologia. (N.D.). Studi sulla comunicazione nelle relazioni e sull’autostima.
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- Riviste Scientifiche di Psicologia. (N.D.). Ricerche sulla resilienza psicologica e il post-traumatic growth.