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Rallentamento Selezioni: La Guida Definitiva per Assunzioni Veloci ed Efficaci

Supera il rallentamento delle selezioni! Scopri strategie HR, tecnologie e soluzioni per assunzioni veloci ed efficaci. Attrai i migliori talenti ora.

Percorso rapido per assunzioni efficaci: screening, interviste, onboarding e talenti d'élite in crescita.

Nel dinamico e sempre più competitivo panorama del mercato del lavoro, il rallentamento delle selezioni e le difficoltà di assunzione sono diventati una fonte di crescente frustrazione per aziende e candidati. La perdita dei migliori talenti, l’inefficienza operativa e l’impatto negativo sulla produttività aziendale sono solo alcune delle conseguenze di processi di recruiting obsoleti o farraginosi.

Questa guida è pensata per professionisti HR, Talent Acquisition Managers, Head Hunter, CEO e imprenditori di PMI e grandi aziende che cercano soluzioni avanzate e basate su dati. Ti accompagneremo in un percorso “Dalla Diagnosi alla Rivoluzione”, esplorando le cause profonde di questo fenomeno, analizzando gli impatti critici e fornendo strategie concrete e tecnologie innovative per attrarre i migliori talenti e ottimizzare i processi di assunzione nell’era della carenza di competenze. Preparati a trasformare le tue sfide di recruiting in opportunità di crescita.

Le Cause Profonde del Rallentamento delle Selezioni: Un’Analisi Dettagliata

Ostacoli nel Recruiting
Ostacoli nel Recruiting

Il rallentamento delle selezioni non è un problema isolato, ma un sintomo complesso di dinamiche interconnesse, sia interne che esterne all’organizzazione. Comprendere a fondo queste cause è il primo passo per implementare soluzioni efficaci.

Definizione e Contesto: Comprendere il Fenomeno del Rallentamento

Per “rallentamento delle selezioni” si intende un allungamento dei tempi medi necessari per completare un processo di assunzione, dalla pubblicazione dell’annuncio all’onboarding del candidato. Questo fenomeno è diventato una sfida crescente nel mercato del lavoro moderno, trasformandosi da semplice inefficienza operativa a questione strategica che impatta direttamente la competitività aziendale.

L’entità del problema è notevole: nel 2024, le imprese italiane dichiaravano difficoltà a coprire quasi la metà delle assunzioni programmate, un fenomeno in crescita da molti anni 3. Questo suggerisce che non si tratta di una congiuntura temporanea, ma di una tendenza strutturale, radicata in cambiamenti demografici, tecnologici e culturali.

Fattori Esterni: Le Sfide del Mercato del Lavoro e la Carenza di Talenti

Le cause macroeconomiche e demografiche giocano un ruolo preponderante nel rallentamento delle assunzioni. La più evidente è la carenza di candidati qualificati e la scarsità di competenze specializzate, spesso definita “skill shortage” o “talent shortage”.

Secondo Wyser Italia, il 68% delle aziende del mid-market fatica ad attrarre talenti. Uno studio del World Economic Forum, citato da Wyser Italia, rivela che il 75% delle aziende è attivamente impegnato nella ricerca di nuovi talenti specializzati, ma ben 3 aziende su 4 si trovano nell’impossibilità di individuare professionisti dotati delle competenze necessarie 1. Questo fenomeno è aumentato del +120% in Italia negli ultimi dieci anni 1.

Il Gruppo De Pasquale, citando fonti come Ipsoa, Unioncamere, Anpal e Randstad, evidenzia che nel 2023, a fronte di una buona domanda di lavoro, circa 2,5 milioni di figure professionali sono state difficili da reperire. Nello specifico, la mancanza di candidati ha riguardato quasi 1,6 milioni di ricerche, mentre una preparazione non adeguata ha impedito di coprire 685 mila posizioni 2. Le proiezioni sono ancora più allarmanti: secondo Randstad, l’Italia potrebbe perdere fino a 6 milioni di lavoratori entro il 2050 2, un dato che sottolinea l’urgenza di strategie a lungo termine.

L’Osservatorio CPI dell’Università Cattolica conferma che l’aumento delle difficoltà di assunzione è dovuto, in misura preponderante e crescente, non tanto all’inadeguatezza delle competenze, ma proprio alla carenza di candidati 3. Per approfondire ulteriormente le dinamiche del mercato del lavoro italiano, è utile consultare il Rapporto ISTAT sul Mercato del Lavoro.

Fattori Interni: Burocrazia, Inefficienze e Disallineamento Aziendale

Oltre alle sfide esterne, molte aziende si trovano a combattere con ostacoli interni che contribuiscono al rallentamento delle assunzioni. Questi includono:

  • Processi decisionali complessi: Troppi livelli di approvazione o stakeholder non allineati possono prolungare indefinitamente la fase di scelta.
  • Burocrazia eccessiva: La gestione di documenti, contratti e procedure interne può essere un collo di bottiglia significativo. AltamiraHRM sottolinea come la burocrazia sia un fattore chiave che influenza il “Time to Hire”, rallentando l’intero processo 4.
  • Mancanza di trasparenza: Sia internamente che esternamente, la scarsa chiarezza sulle fasi del processo, sulle tempistiche e sulle aspettative può generare incertezza. JEMMAINDEX identifica la “Mancanza di trasparenza sul processo di selezione e sulle aspettative dell’azienda” come uno dei motivi principali per cui i candidati abbandonano 5.
  • Disallineamento tra HR e Hiring Manager: Una comunicazione inefficace o una mancata comprensione reciproca delle esigenze del ruolo e del profilo ideale possono portare a ripetute ricerche o a candidati non idonei.

Variazioni del Rallentamento: Settori e Dimensioni Aziendali a Confronto

Il fenomeno del rallentamento e delle difficoltà di assunzione non colpisce tutte le realtà allo stesso modo. L’Osservatorio CPI 3 ha rilevato differenze significative:

  • Settori più colpiti: Le difficoltà sono maggiori nei settori delle costruzioni, della metalmeccanica e del tessile. Questo è spesso legato a specifici skill gap o a condizioni di lavoro percepite come meno attrattive.
  • Distribuzione geografica: Geograficamente, le imprese del Nord Italia tendono a riscontrare maggiori difficoltà.
  • Dimensione aziendale: Le piccole imprese (fino a 50 dipendenti) trovano più difficoltà a coprire le assunzioni previste rispetto alle grandi organizzazioni. Questo può essere attribuito a minori risorse dedicate al recruiting, minore attrattività del brand o minore capacità di investimento in tecnologie di selezione.

Per approfondimenti sui fabbisogni occupazionali futuri e le tendenze settoriali, il Rapporto Unioncamere: Fabbisogni Occupazionali Italia offre una prospettiva preziosa.

L’Impatto Critico delle Selezioni Lente: Costi Nascosti e Opportunità Perse

Imbuto di Selezione Stretto
Imbuto di Selezione Stretto

I processi di selezione prolungati non sono solo un fastidio; rappresentano un costo significativo e tangibile per le aziende, con ripercussioni che vanno ben oltre il dipartimento HR.

Perdita dei Migliori Talenti e Danno alla Candidate Experience

Uno degli impatti più gravi delle selezioni lente è la perdita dei candidati più qualificati. I talenti di alto livello sono spesso molto richiesti e non aspettano a lungo. Se un processo di selezione è troppo lungo o poco trasparente, è molto probabile che questi candidati accettino offerte da competitor più rapidi e reattivi.

Un sondaggio di Robert Half, citato da Wyser Italia, rivela che il 62% dei professionisti perde interesse per un lavoro se non riceve risposta dall’azienda entro due settimane dal colloquio, e la percentuale sale al 77% se le settimane diventano tre 1. Questo dato sottolinea l’importanza della velocità e della comunicazione. JEMMAINDEX conferma che un “processo di selezione troppo lungo e complesso” e la “mancanza di trasparenza” sono tra i principali motivi per cui i candidati abbandonano 5. Un’esperienza negativa del candidato non solo fa perdere talenti nell’immediato, ma danneggia anche la reputazione dell’azienda a lungo termine.

Costi Economici e Operativi: Quanto Costa Veramente la Lentezza?

Quantificare i costi di un processo di selezione lento è fondamentale per comprendere la gravità del problema. I costi possono essere diretti e indiretti:

  • Costi diretti:
    • Costi di riavvio del processo: Se un candidato abbandona o non viene scelto, il processo deve ricominciare, con nuovi investimenti in annunci, screening e colloqui.
    • Costi operativi HR: Maggiore tempo impiegato dal team HR e dai hiring manager significa maggiori costi di personale dedicati al recruiting.
  • Costi indiretti (e spesso maggiori):
    • Costi di opportunità: Una posizione vacante significa mancata produttività. Ogni giorno senza un dipendente chiave si traduce in progetti ritardati, clienti non serviti o opportunità di business perse. Studi di settore e analisi HR sul “costo di una posizione vacante” evidenziano come questo possa ammontare a decine di migliaia di euro al mese per ruoli strategici 6.
    • Diminuzione della produttività: Il team esistente deve farsi carico del lavoro del nuovo assunto, portando a sovraccarico, stress e potenziale calo di qualità.
    • Costo per assunzione (Cost Per Hire) elevato: Un processo lungo e inefficace aumenta il costo totale per ogni nuovo ingresso.
    • Tempo per l’assunzione (Time to Fill) prolungato: Questa metrica, cruciale per l’efficienza HR, si allunga inevitabilmente con processi lenti.

Impatto sul Morale Interno e sull’Employer Branding

Le conseguenze delle selezioni lente si estendono anche all’interno dell’organizzazione e alla sua immagine esterna:

  • Morale del team: Il sovraccarico di lavoro sui dipendenti esistenti, l’incertezza sulla copertura dei ruoli e la percezione di inefficienza possono minare il morale, portare a burnout e aumentare il turnover interno.
  • Employer Branding: Un processo di selezione lento e poco professionale danneggia la reputazione dell’azienda come datore di lavoro. I candidati condividono le loro esperienze, e un passaparola negativo può rendere più difficile attrarre talenti in futuro. Studi sulla correlazione tra “candidate experience” e “employer brand” dimostrano che un’esperienza positiva rafforza l’immagine aziendale, mentre una negativa la erode 7. I danni alla reputazione possono essere difficili da riparare e possono richiedere anni per essere ricostruiti, come spesso testimoniano gli HR Director che hanno affrontato queste problematiche 7.

Rivoluzionare il Recruiting: Strategie Avanzate e Tecnologie Innovative

Automazione Intelligente nel Recruiting
Automazione Intelligente nel Recruiting

Per superare il rallentamento delle selezioni e attrarre i migliori talenti, è essenziale adottare un approccio proattivo e innovativo. La rivoluzione del recruiting passa attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate, l’ottimizzazione dei processi e una gestione strategica delle risorse.

L’Automazione Intelligente: ATS e AI al Servizio della Velocità e Qualità

Le tecnologie HR sono strumenti indispensabili per velocizzare e migliorare la qualità del recruiting.

  • Applicant Tracking Systems (ATS): Gli ATS sono software progettati per gestire l’intero ciclo di vita del recruiting. Permettono di centralizzare le candidature, automatizzare lo screening dei CV, programmare colloqui e gestire le comunicazioni. L’efficacia degli ATS è ampiamente documentata: riducono i tempi di gestione e minimizzano gli errori umani, permettendo ai recruiter di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.
  • Intelligenza Artificiale (AI): L’AI sta rivoluzionando lo screening dei CV e l’identificazione dei candidati. Piattaforme basate su AI possono analizzare migliaia di candidature in pochi secondi, identificando i profili più allineati ai requisiti del ruolo, basandosi non solo su parole chiave ma anche su competenze implicite e potenziale. Hirint, ad esempio, sottolinea l’importanza dell’AI per lo screening e l’analisi dei dati 8. L’automazione delle comunicazioni, come evidenziato da Jobtech, riduce i tempi burocratici e migliora l’esperienza del candidato 9.

L’implementazione di queste soluzioni può drasticamente ridurre i tempi di selezione senza compromettere la qualità. Per una prospettiva accademica sull’applicazione dell’AI nel recruiting, si può consultare la Tesi Universitaria: AI nel Recruiting.

Ottimizzazione dei Processi e Standardizzazione per l’Efficienza

L’efficienza del recruiting non dipende solo dalla tecnologia, ma anche dalla fluidità dei processi. Un approccio strutturato è fondamentale per ridurre i tempi di selezione.

  • Rivedere e snellire le fasi: Ogni fase del processo di selezione, dalla creazione della job description alla fase di offerta, dovrebbe essere analizzata per identificare e eliminare colli di bottiglia. Radical HR offre una guida completa all’ottimizzazione del processo di recruiting 10.
  • Standardizzazione: Standardizzare i contratti e le procedure di assunzione può ridurre significativamente i tempi burocratici. Jobtech consiglia di automatizzare la creazione e la firma dei contratti per accelerare l’onboarding 9.
  • Framework di audit: Le aziende possono beneficiare di un framework per l’audit e l’ottimizzazione dei processi di recruiting, che permetta di mappare il flusso attuale, identificare i punti critici e progettare un percorso più efficiente. Questo include la definizione chiara dei ruoli e delle responsabilità in ogni fase.

Sourcing Efficace e Valutazioni Mirate: Attrarre i Candidati Giusti

Attrarre i candidati giusti fin dall’inizio è cruciale per ridurre i tempi di selezione e migliorare la “quality of hire”.

  • Sourcing strategico: Scegliere i canali di sourcing più appropriati è fondamentale. Non si tratta solo di pubblicare annunci, ma di identificare dove si trovano i talenti desiderati (es. piattaforme specializzate, social professionali, eventi di settore, referral interni).
  • Valutazioni delle competenze: L’utilizzo di test di valutazione delle competenze, simulazioni o case study può accelerare l’identificazione del “fit” ideale, fornendo dati oggettivi sulle capacità dei candidati. LinkedIn Business (Talent Solutions) suggerisce che le valutazioni delle competenze sono un trucco efficace per migliorare la produttività nel processo di selezione 11. Questo permette di bilanciare la velocità di assunzione con la necessità di accuratezza, garantendo che i candidati selezionati non solo siano veloci da trovare, ma anche adatti al ruolo e alla cultura aziendale.

Gestire la Carenza di Talenti: Strategie Proattive per un Mercato Sfida

La carenza di talenti e competenze è un fattore strutturale che contribuisce in modo significativo al rallentamento delle assunzioni. Affrontare questa sfida richiede strategie a lungo termine e un approccio proattivo.

Comprendere e Quantificare il Talent e Skill Shortage in Italia

Il “talent shortage” e lo “skill mismatch” sono realtà concrete e in crescita nel contesto italiano. Come già menzionato, l’Osservatorio CPI 3 ha rilevato che la percentuale di assunzioni difficoltose è passata dal 21,7% al 48,2% tra il 2017 e il 2024, con quasi un’assunzione su due (47,6%) considerata difficile. La causa principale non è l’inadeguatezza delle competenze, ma proprio la carenza di candidati 3.

Il Gruppo De Pasquale 2 ha quantificato ulteriormente il problema: nel 2023, la mancanza di candidati ha riguardato quasi 1,6 milioni di ricerche, mentre 685 mila posizioni non sono state coperte a causa di una preparazione non adeguata. Le previsioni future sono altrettanto preoccupanti: ASviS stima che entro il 2029, la metà dei profili richiesti sarà difficile da reperire 12. Questi dati, insieme alle stime di Wyser Italia 1 (68% delle aziende mid-market faticano ad attrarre talenti), delineano un quadro di urgenza che impone alle aziende di ripensare radicalmente le proprie strategie di talent acquisition.

Strategie Proattive: Sourcing, Reskilling e Upskilling

Per affrontare la carenza di talenti, le aziende devono adottare un approccio multifattoriale:

  • Sourcing innovativo: Andare oltre i canali tradizionali. Questo include l’utilizzo di piattaforme di recruiting specializzate, l’headhunting proattivo, la partecipazione a fiere del lavoro virtuali e la costruzione di una solida rete di contatti.
  • Reskilling e Upskilling: Investire nello sviluppo delle competenze della forza lavoro interna è una strategia vincente. Programmi di reskilling (formazione per nuove competenze) e upskilling (miglioramento delle competenze esistenti) non solo colmano i gap di competenze, ma aumentano anche la fedeltà dei dipendenti e creano una cultura di apprendimento continuo. Il blog di Eggup discute ampiamente il fenomeno del “Talent e Skill Shortage” e le strategie per superarlo 13.
  • Costruzione di una Talent Pipeline: Creare e mantenere una “pipeline” di talenti significa identificare proattivamente potenziali candidati, anche quando non ci sono posizioni aperte immediate. Questo permette di avere un bacino di profili qualificati a cui attingere rapidamente quando si presenta la necessità.
  • Collaborazione con istituzioni educative: Partnership con università, istituti tecnici e scuole professionali possono aiutare a plasmare i curricula formativi in linea con le esigenze del mercato del lavoro, riducendo lo skill mismatch alla radice.

Per un’analisi più approfondita sui fabbisogni occupazionali futuri e le tendenze settoriali, si consiglia la lettura del Rapporto Unioncamere: Fabbisogni Occupazionali Italia.

L’Employer Branding come Vantaggio Competitivo nell’Attrazione Talenti

In un mercato del lavoro dove i talenti scarseggiano, l’employer branding diventa un fattore competitivo cruciale. Un forte “employer brand” non è solo un’immagine, ma la reputazione che un’azienda ha come datore di lavoro.

  • Attrarre i migliori: Un’azienda con una reputazione positiva attrae naturalmente candidati di qualità superiore, riducendo il “time to fill” e il “cost per hire”. I candidati sono più propensi a candidarsi e ad accettare offerte da aziende percepite come datori di lavoro eccellenti.
  • Comunicare i valori: L’employer branding efficace comunica i valori aziendali, la cultura, le opportunità di crescita e il benessere dei dipendenti. Questo non solo attira candidati allineati culturalmente, ma contribuisce anche a trattenere i talenti esistenti.
  • Correlazione con la Candidate Experience: Come già evidenziato, una “candidate experience” positiva rafforza l’employer brand 7. Le aziende che offrono processi di selezione trasparenti, veloci e rispettosi costruiscono una reputazione solida che mitiga gli effetti del rallentamento delle selezioni e della carenza di talenti.

L’Arte della Comunicazione: Chiave per un Recruiting Veloce e di Successo

Collaborazione HR-Hiring Manager
Collaborazione HR-Hiring Manager

La comunicazione è il cuore pulsante di ogni processo di recruiting. Lacune comunicative, sia interne che esterne, sono tra le principali cause di lentezza e frustrazione. Migliorare la trasparenza, il feedback e l’allineamento è fondamentale per un recruiting veloce ed efficace.

Allineamento e Collaborazione: Il Ponte tra HR e Hiring Manager

Un processo di selezione efficiente inizia con un’intesa perfetta tra il team HR/recruiting e i hiring manager. Spesso, la lentezza deriva da una mancata condivisione di informazioni o da aspettative non allineate.

  • Definizione chiara del ruolo: È fondamentale che HR e hiring manager collaborino strettamente nella stesura della job description, definendo non solo le competenze tecniche, ma anche le soft skill, la cultura aziendale e il “fit” ideale.
  • Comunicazione fluida: Stabilire canali di comunicazione aperti e regolari è cruciale. Christian Lentz, su LinkedIn, enfatizza l’importanza di costruire una forte partnership tra hiring managers e recruiter per garantire velocità e precisione nel processo 14. Questo include incontri regolari per aggiornamenti, feedback e risoluzione di eventuali problemi.
  • Modelli di comunicazione efficaci: L’implementazione di modelli di comunicazione standardizzati, come briefing iniziali dettagliati, moduli di feedback strutturati post-colloquio e check-in settimanali, può migliorare significativamente l’allineamento e velocizzare i processi decisionali.

Trasparenza e Feedback Costruttivo: Migliorare la Candidate Experience

La comunicazione con i candidati è altrettanto critica. La “candidate experience” è direttamente proporzionale alla trasparenza e alla tempestività delle interazioni.

  • Comunicazione tempestiva e trasparente: I candidati apprezzano essere informati su ogni fase del processo, sulle tempistiche previste e sullo stato della loro candidatura. Robert Walters Italia sottolinea che i candidati si aspettano risposte entro un certo lasso di tempo 15. La “Mancanza di trasparenza sul processo di selezione e sulle aspettative dell’azienda” è, come visto, una delle principali cause di abbandono 5.
  • Feedback costruttivo: Anche in caso di esito negativo, fornire un feedback costruttivo, quando possibile, è un segno di rispetto e professionalità. Questo non solo migliora l’esperienza del candidato, ma rafforza anche l’employer brand.
  • Esempi di script: Per migliorare l’interazione, si possono utilizzare script o modelli di comunicazione predefiniti per le diverse fasi (es. conferma ricezione candidatura, invito al colloquio, aggiornamenti sullo stato, comunicazione esito). Questo garantisce coerenza e professionalità.

Gestire le Aspettative e Mantenere l’Engagement del Candidato

Anche con processi ottimizzati, possono esserci periodi di attesa. La chiave è gestire proattivamente le aspettative dei candidati e mantenerli ingaggiati.

  • Definire le tempistiche: Fin dall’inizio, comunicare una stima realistica dei tempi del processo. Se ci sono ritardi, informare i candidati in modo proattivo.
  • Mantenere il contatto: Anche durante le fasi di attesa, brevi aggiornamenti o contenuti di valore (es. articoli sul blog aziendale, video sulla cultura aziendale) possono mantenere vivo l’interesse del candidato. Studi sulla “candidate experience” e l’impatto dei tempi di risposta dimostrano che un contatto regolare, anche minimo, può fare la differenza 7.
  • Personalizzazione: Laddove possibile, personalizzare le comunicazioni per far sentire il candidato valorizzato. Questo approccio non solo riduce l’ansia dei candidati, ma è cruciale per evitare perdite di talenti e mantenere un’immagine positiva dell’azienda, anche in un mercato competitivo.

I consigli forniti sono di natura generale e non sostituiscono la consulenza personalizzata di esperti HR o legali per specifiche situazioni aziendali.

References

  1. Wyser Italia. (N.D.). Come gestire il talent shortage con l’HR. Retrieved from https://it.wyser-search.com/knowledge-center/come-gestire-il-talent-shortage-con-lhr/
  2. Gruppo De Pasquale. (N.D.). Mismatch competenze in Italia: mancano circa 2,5 mln di lavoratori. Retrieved from https://gruppodepasquale.com/mismatch-nel-fra-competenze-in-italia/
  3. Osservatorio CPI (Università Cattolica del Sacro Cuore). (N.D.). Le difficoltà di assunzione nelle imprese. Retrieved from https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-le-difficolta-di-assunzione-nelle-imprese
  4. AltamiraHRM. (N.D.). Time to Hire: come calcolarlo e ridurlo. Retrieved from https://www.altamirahrm.com/it/blog/time-to-hire
  5. JEMMAINDEX. (N.D.). 3 motivi per cui i candidati abbandonano il tuo processo di selezione (e come evitarli). Retrieved from https://jemmaindex.com/3-motivi-per-cui-i-candidati-abbandonano-il-tuo-processo-di-selezione-e-come-evitarli/
  6. Studi di settore e analisi HR. (N.D.). Il costo di una posizione vacante.
  7. Studi sulla correlazione tra ‘candidate experience’ e ‘employer brand’. (N.D.). L’impatto della candidate experience sull’employer brand.
  8. Hirint. (N.D.). 5 passaggi per ridurre i tempi di assunzione. Retrieved from https://hirint.io/it/5-passaggi-per-ridurre-i-tempi-di-assunzione/
  9. Jobtech. (N.D.). Tempi burocratici per assunzione: come ridurli. Retrieved from https://jobtech.it/aziende/blog/tempi-burocratici-per-assunzione/
  10. Radical HR. (N.D.). Guida al processo di recruiting: come ottimizzare la ricerca e selezione del personale. Retrieved from https://radicalhr.it/en/portfolio/guida-al-processo-di-recruiting-come-ottimizzare-la-ricerca-e-selezione-del-personale/
  11. LinkedIn Business (Talent Solutions). (N.D.). I trucchi per migliorare la produttività nel processo di selezione. Retrieved from https://business.linkedin.com/it-it/talent-solutions/resources/talent-acquisition/top-hiring-productivity-hacks
  12. ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). (N.D.). Entro il 2029, almeno 3,3 milioni di assunzioni, ma la metà dei profili è difficile da reperire. Retrieved from https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/2630-23673/entro-il-2029-almeno-33-milioni-di-assunzioni-ma-la-meta-dei-profili-e-difficile-da-reperire
  13. Eggup Blog. (N.D.). Come superare il fenomeno del Talent e Skill Shortage. Retrieved from https://blog.eggup.it/come-superare-il-fenomeno-del-talent-e-skill-shortage/
  14. Lentz, C. (N.D.). Hiring Managers and Recruiters: Building a Strong Partnership. LinkedIn Post. Retrieved from https://www.linkedin.com/posts/christianlentz_hiring-managers-and-recruiters-building-activity-7384624684950237184-PSBJ
  15. Robert Walters Italia. (N.D.). Tempistiche processo selezione: quanto tempo ci vuole per trovare lavoro?. Retrieved from https://www.robertwalters.it/approfondimenti/consigli-di-carriera/blog/tempistiche-processo-selezione.html

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