
Per i dipendenti che lavorano lontano da casa, specialmente all’estero, la solitudine e l’isolamento possono rappresentare un problema serio e avere un impatto significativo sulla salute e sul benessere. Sarah Dennis esplora come i datori di lavoro possono intervenire per aiutare.
Oggi, grazie ai telefoni e ai social media, non siamo mai stati così connessi e in grado di comunicare ovunque ci troviamo nel mondo. Tuttavia, secondo il recente rapporto di Gallup sullo Stato del Lavoro Globale, uno su cinque dipendenti nel mondo (20%) sperimenta solitudine quotidiana.
Questo rende ancora più urgente per i datori di lavoro considerare il supporto alla salute e al benessere dei loro dipendenti globali o internazionali, prendendo in esame l’impatto della solitudine sulla salute e individuando soluzioni per affrontare il problema.
Alla Towergate Health & Protection, la solitudine è un tema ricorrente tra i dipendenti all’estero. È fondamentale che i datori di lavoro affrontino questa questione, poiché può portare a ulteriori problemi come peggioramento della salute mentale, calo della produttività e aumento delle assenze. Può diventare un circolo vizioso se non vengono predisposti adeguati supporti per la salute e il benessere.
Le sfide del lavoro lontano da casa
Lo stress e la solitudine possono intensificarsi per coloro che lavorano all’estero, lontani dalla loro abitazione. Le cause possono essere molteplici: dalle difficoltà nel fare amicizia in un paese straniero, legate a barriere linguistiche o culturali, alla natura stessa del lavoro globale che non permette di stabilire radici durature.
Oppure, lo stress può derivare dall’essere lontani dalla famiglia e dalla pressione di far sì che l’assegnazione lavorativa all’estero abbia successo.
Secondo la ricerca di Gallup, la solitudine varia in base alla zona in cui il dipendente è collocato. Ad esempio, coloro che si trovano in Asia meridionale sono più propensi a soffrire di solitudine (29%), seguiti dall’Africa subsahariana (26%) e dal Medio Oriente e Nord Africa (23%). I dipendenti in Australia e Nuova Zelanda sono i meno propensi a sperimentare la solitudine (13%).
D’altro canto, l’occupazione stessa riduce la solitudine. Le persone che lavorano tendono a sentirsi meno sole (20%) rispetto a quelle disoccupate (32%). Inoltre, il lavoro in sede è associato a una minore solitudine (16%) rispetto al lavoro remoto (25%).
Tre modi in cui i datori di lavoro possono aiutare
Come possono quindi i datori di lavoro intervenire per ridurre la solitudine dei dipendenti all’estero? Ecco tre strategie chiave:
- Comprendere le circostanze per migliorare il coinvolgimento
È fondamentale che i datori di lavoro siano consapevoli delle differenze globali e delle distinzioni culturali che possono influenzare i dipendenti che lavorano all’estero. I dati mostrano che i dipendenti coinvolti nel loro lavoro sono molto meno inclini a soffrire di solitudine: solo il 17% di loro si sente solo, rispetto al 31% dei dipendenti disimpegnati.Mostrare interesse e attenzione verso i dipendenti è cruciale per migliorare il coinvolgimento dei dipendenti, ma può essere particolarmente complesso quando datore e lavoratore si trovano in paesi diversi.
Gli esperti locali possono fornire consulenza sui particolari di una determinata area e aiutare a comprendere meglio le esigenze dei dipendenti all’estero, facilitando l’implementazione del supporto al benessere più appropriato.
- Offrire supporto alla salute e al benessere
Il supporto alla salute e al benessere per i dipendenti all’estero dovrebbe includere aiuti per comprendere la nuova cultura, integrarsi e partecipare alla comunità locale. Per i dipendenti in difficoltà, è possibile fornire l’accesso a specialisti che abbiano esperienza di lavoro all’estero e che possano offrire consigli specifici e personalizzati. I programmi di assistenza per i dipendenti globali (EAP) possono fornire consulenza e accesso a specialisti della salute mentale. - Fornire supporto a tutti i livelli
Non bisogna dimenticare che la solitudine può colpire tutti i livelli aziendali. È importante garantire che ci sia supporto per tutti i dipendenti. Quando i manager sono supportati, saranno in grado di supportare meglio gli altri.
